James Gunn si ritrova al centro di una tempesta che va oltre il flop di Supergirl. Il report di The Hollywood Reporter non solo ricostruisce il caos creativo dietro il film, ma mette in discussione la tenuta dei DC Studios: i contratti di Gunn e Peter Safran scadono tra fine 2026 e aprile 2027, e il futuro del duo dipenderà dal rendimento di Clayface e Man of Tomorrow. Paradossalmente, il successo annunciato di The Batman Parte II rischia di oscurarli, essendo un progetto Warner Bros. Pictures e non del loro DCU.

La strategia di Gunn resta comunque chiara: puntare su personaggi secondari e rilanciare il marchio con nuove produzioni. Tra queste, la serie DC Crime dedicata a Jimmy Olsen, in ripresa questo autunno, e un progetto finora segreto: una serie su Mister Terrific. Scritta da Allan Heinberg, sarà uno spin-off di Superman e dovrebbe entrare presto in produzione, ampliando la lista dei titoli del nuovo universo condiviso.

Il fallimento di Supergirl ha però acceso i riflettori su un Gunn percepito come eccessivamente onnipresente, complice la sua attività sui social e il controllo diretto sulla qualità. A complicare il quadro c’è la possibile acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount: il CEO David Ellison punta a un modello basato su franchise solidi e non esiterebbe a sacrificare progetti poco redditizi. Se il DCU non decollasse, si tornerebbe a film standalone o a un nuovo reboot.

La sfida più grande potrebbe però arrivare dal pubblico: la Generazione Z è molto più selettiva e, come afferma un dirigente anonimo, “quel genere appartiene ai millennial”. Un ostacolo non da poco per un universo narrativo costruito su supereroi di fascia C.

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