Masters of the Universe sembrava avere tutte le carte in regola per conquistare il pubblico: il ritorno di He-Man sul grande schermo era uno degli eventi più attesi dai fan dello storico franchise anni ’80. Eppure, nonostante l’entusiasmo iniziale e l’accoglienza positiva di una parte degli spettatori, il film non è riuscito a trasformare l’interesse in un vero successo commerciale.
Al box office, infatti, la pellicola diretta da Travis Knight si è fermata a quota 114 milioni di dollari, un risultato ben al di sotto delle aspettative. Una volta conclusa la sua corsa nei cinema, il film ha però trovato una seconda vita grazie allo streaming, riuscendo rapidamente a imporsi tra i titoli più seguiti su Prime Video.
Secondo Knight, proprio la strategia distributiva potrebbe aver influito sulle prestazioni del film nelle sale. Il regista ha spiegato che, dal punto di vista di Amazon, il valore dell’opera era legato soprattutto al suo rendimento sulla piattaforma streaming e non all’esperienza cinematografica tradizionale. Una visione che il filmmaker ha ammesso di non comprendere del tutto, sottolineando come il film meritasse, a suo avviso, una sorte diversa rispetto a quella che ha avuto nei cinema. Nonostante ciò, ha dichiarato di aver ormai accettato il risultato ottenuto.
Il futuro del franchise resta comunque un tema aperto. Parlando dell’ipotesi di un sequel, il regista non ha escluso alcuna possibilità, pur precisando che simili decisioni non dipendono direttamente da lui. “Queste cose sono fuori dal mio controllo. Per me è stata una gioia fare questo film” ha affermato Knight, ricordando con entusiasmo il lavoro svolto insieme al cast e alla troupe.
Al di là dei numeri registrati nelle sale, Masters of the Universe continua quindi a dividere il pubblico tra chi lo considera un’occasione mancata e chi vede nella sua crescita su Prime Video la dimostrazione che il film abbia trovato il contesto ideale per raggiungere gli spettatori.






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