Alan Moore è considerato uno degli autori più influenti della storia del fumetto, ma il suo rapporto con Hollywood è sempre stato complicato. Nonostante opere come From Hell, Watchmen, V for Vendetta e The League of Extraordinary Gentlemen siano state adattate per cinema e televisione, lo scrittore ha spesso preso le distanze da queste produzioni, rifiutandosi perfino di far comparire il proprio nome nei crediti.

Tra tutte le trasposizioni, una delle più criticate da Moore è stata From Hell, film del 2001 diretto dai fratelli Hughes e ispirato alla sua celebre graphic novel sul caso di Jack lo Squartatore. L’opera originale, premiata con diversi Eisner Awards e Harvey Awards, rielaborava il mistero dei delitti di Whitechapel partendo dalle teorie di Stephen Knight, mescolando eventi storici e finzione.

Nel fumetto, il detective Frederick Abberline occupa un ruolo centrale nella vicenda. Proprio la sua rappresentazione cinematografica ha fatto infuriare Moore. L’autore contestò duramente l’interpretazione di Johnny Depp, accusando il film di aver trasformato una figura storica sobria e ordinaria in un personaggio eccentrico e sopra le righe. Secondo Moore, la versione vista sullo schermo tradiva completamente la realtà e lo spirito dell’opera originale.

Le critiche non si fermano però a From Hell. Moore ha espresso forte disappunto anche verso The League of Extraordinary Gentlemen, accusando il film di aver snaturato il personaggio di Allan Quatermain. In particolare, riteneva che la scelta di Sean Connery di interpretare il protagonista in modo diverso rispetto alla controparte fumettistica avesse eliminato un elemento essenziale della sua caratterizzazione.

Alla base del suo dissenso c’è una convinzione precisa: alcuni fumetti funzionano meglio come fumetti. Moore ha spiegato di aver inizialmente accettato la vendita dei diritti perché considerava film e opere originali due prodotti separati. Con il tempo, però, ha iniziato a temere che adattamenti poco riusciti potessero allontanare il pubblico dai libri da cui erano tratti.

Per questo motivo l’autore ha progressivamente preso le distanze da ogni trasposizione delle sue opere. Ha rinnegato sia il film di Watchmen diretto da Zack Snyder sia la successiva serie HBO, dichiarando di non averli mai voluti vedere. Lo stesso atteggiamento è stato riservato a V for Vendetta, adattamento che, a suo giudizio, abbandonava i temi centrali dell’opera originale per concentrarsi su questioni politiche differenti.

Negli anni Moore ha inoltre criticato il rapporto con DC Comics, sostenendo di essere stato privato del controllo di alcune delle sue creazioni. Da allora ha scelto di inserire nei contratti clausole specifiche per ostacolare future vendite dei diritti cinematografici, ribadendo una posizione che non è mai cambiata: le sue storie, prima di tutto, sono fatte per essere lette.

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