Dopo il successo di “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, molti fan erano certi che Alfonso Cuarón avrebbe guidato anche il quarto film. In realtà, il regista arrivò alla fine del progetto completamente esausto, tanto da rispondere con un ironico “Cabrón” quando gli venne chiesto di tornare. Secondo il produttore David Heyman, la lavorazione del terzo capitolo fu talmente intensa da lasciarlo senza energie.

Heyman ha spiegato che, rispetto a Chris Columbus, che aveva impostato un clima più familiare nei primi due film, Cuarón aveva affrontato un lavoro molto più gravoso. Il regista stesso definì Il prigioniero di Azkaban come un vero e proprio film horror, segno di quanto avesse spinto sul tono e sulla complessità visiva.

Con Cuarón fuori dai giochi, la regia di “Harry Potter e il Calice di Fuoco” passò a Mike Newell. Anche lui, però, rimase colpito dall’enorme mole di lavoro richiesta dalla saga. Heyman ha raccontato che, dopo un solo film, Newell preferì lasciare la serie per non affrontare un altro ciclo produttivo così impegnativo.

Dopo l’uscita di Newell, la saga trovò stabilità con David Yates, che si occupò degli ultimi capitoli. La sua gestione più continua permise alla produzione di mantenere un tono coerente fino alla conclusione della storia di Harry Potter.

Lascia un commento

In voga