La morte di Guido De Maria, a 93 anni, chiude la storia di uno dei più versatili autori italiani: fumettista, regista, pubblicitario, mente dietro a SuperGulp!, il programma che negli anni Settanta portò i fumetti in televisione con un linguaggio nuovo.

Nato nel 1932 a Lama Mocogno, De Maria coltivò presto la passione per il disegno, pur iscrivendosi a matematica e fisica. Grazie a conoscenze familiari entrò nella redazione di Epoca, dove Enzo Biagi lo assunse come vignettista, avviando una carriera che avrebbe presto incrociato pubblicità e animazione.

Negli anni Sessanta fondò la Vimder Film, realizzando spot per Carosello e contribuendo alla nascita di figure celebri come Salomone il pirata pacioccone e gli gnomi Loacker. In quegli anni nacque anche l’amicizia con Bonvi, un sodalizio creativo segnato da un umorismo surreale e irresistibile.

All’inizio dei Settanta, su richiesta di Giancarlo Governi, De Maria e Bonvi trasformarono il detective Nick Carter in un protagonista comico, creando un vero fumetto animato: vignette montate, nuvolette sincronizzate al doppiaggio, un’estetica che rese Gulp! e poi SuperGulp! un fenomeno unico.

Dopo il trionfo televisivo, De Maria continuò a lavorare tra pubblicità, editoria e televisione, diventando negli anni Novanta condirettore di Comix. Ricevette numerosi riconoscimenti, dal Premio regia televisiva al Premio Tenco come operatore culturale.

Governi lo definì “una persona che sa fare tutto”, capace di trasformare un’isola deserta in una “piccola Manhattan”. E De Maria, nel 2023, ricordava così la sua infanzia: “Voglio diventare vecchio”. Ci è riuscito, con stile, fantasia e novant’anni di invenzioni.

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