La corsa di Steel Ball Run sta finalmente per ripartire: il 25 settembre Johnny Joestar e Gyro Zeppeli torneranno in sella dopo quei 47 minuti iniziali che, a marzo, avevano acceso l’entusiasmo per poi lasciarli sospesi per mesi. La pausa era sembrata interminabile, soprattutto perché il primo STAGE si era chiuso con Gyro in testa e con la sensazione che la gara stesse per cambiare natura.

La novità più significativa arriva da Netflix, che ha deciso di abbandonare la distribuzione a blocchi. I prossimi 2nd e 3rd STAGE saranno infatti composti da 11 episodi pubblicati ogni venerdì, recuperando quel ritmo settimanale che con Stone Ocean era stato sacrificato. Una scelta che risponde ai dubbi dei fan, preoccupati per una programmazione troppo irregolare, e che segnala una maggiore attenzione verso la serialità dell’opera.

Questa decisione sorprende anche perché la struttura a tappe della corsa sembrava favorire una pubblicazione più frammentata. Nella prima parte gli Stand non erano ancora entrati davvero in scena, ma gli eventi inspiegabili che avevano accompagnato la gara lasciavano intuire che il viaggio attraverso gli Stati Uniti non sarebbe rimasto a lungo una semplice competizione a cavallo. Come spesso accade con Araki, il confine tra sport e mistero si è assottigliato molto rapidamente.

Il nuovo materiale promozionale mostra Johnny e Gyro affiancati da figure destinate a complicare la loro corsa. Nei prossimi episodi la gara attraverserà una distesa desertica di circa 750 miglia, passerà dalla Devil’s Palm e introdurrà avversari e fenomeni sempre meno spiegabili. È il momento in cui la Steel Ball Run smette di essere un evento sportivo e diventa qualcosa di radicalmente diverso.

Resta però un’incognita: quanti episodi avrà l’anime. Gli undici annunciati copriranno le due prossime tappe, ma né David Production né Netflix hanno chiarito la durata complessiva dell’adattamento della Parte 7. Il manga divide la corsa in nove STAGE, quindi il materiale è ancora molto. Se i primi tre richiedono 12 episodi, è plausibile aspettarsene almeno altri 12, forse di più, a meno che la produzione non scelga di chiudere con un film, soluzione ormai sempre più diffusa nell’industria.

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