Ridley Scott torna a scuotere le acque del franchise di Alien, e lo fa con dichiarazioni che ribaltano ancora una volta la percezione della saga. Il regista, oggi impegnato su un nuovo capitolo pensato per completare la trilogia di David iniziata con Prometheus, ha spiegato come vede l’evoluzione – e la decadenza – della serie.

Secondo Scott, il marchio Alien sarebbe stato “ucciso” dopo Alien Resurrection, l’ultimo film con Sigourney Weaver nei panni di Ellen Ripley. Il regista sostiene che solo con Prometheus la saga sia tornata su binari coerenti, rivendicando con forza la qualità del suo film originale del 1979. La sua frase è già destinata a diventare virale: “Ho fatto di gran lunga il film migliore. Punto e basta. Fine della storia”.

Scott racconta di aver deciso di riportare in vita il franchise collaborando con Damon Lindelof, da cui è nato Prometheus. Per lui, quel progetto rappresenta il vero tentativo di ricostruire un universo narrativo che, a suo dire, era stato abbandonato. La scelta di un nuovo approccio, più filosofico e meno action, è stata la chiave della sua visione.

Nel suo racconto, Scott evita di menzionare i due film di Alien vs. Predator, usciti negli anni 2000. Pellicole che, secondo molti fan, hanno danneggiato più di ogni altra cosa la reputazione del franchise. Ironia della sorte: vennero prodotti proprio mentre Scott tentava di sviluppare un Alien 5 insieme a James Cameron.

Oggi l’universo di Alien è di nuovo in movimento, tra nuovi film in lavorazione e progetti paralleli. Scott, attualmente impegnato su L’isola del tesoro con Hugh Jackman, potrebbe tornare dietro la macchina da presa anche per il prossimo capitolo della saga. E la curiosità, tra i fan, è più viva che mai.

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