The Uprising di Paul Greengrass si è trasformato improvvisamente in un caso mediatico. La campagna statunitense di Universal Pictures e Focus Features ha rivelato che The Uprising, finora presentato come un dramma sulla Rivolta dei Contadini del 1381, sarebbe in realtà un film sulle origini di Robin Hood. Trailer, sinossi e logo aggiornati parlano chiaro: “Witness the Rise of Robin Hood”. Una virata comunicativa che ha spiazzato tutti.
Il paradosso è esploso quando il distributore britannico, Entertainment Film Distributors, ha negato qualsiasi legame con il celebre fuorilegge. La loro posizione è netta: il film è un’epopea storica sulla rivolta medievale, non una leggenda di Sherwood. Il materiale che cita Robin Hood, sostengono, non è stato approvato dalla campagna inglese. Una contraddizione che ha alimentato ulteriore confusione.
Il caos nasce forse dal personaggio interpretato da Andrew Garfield, un contadino-bandito con mantello verde e arco, elementi che richiamano inevitabilmente l’iconografia di Robin Hood. Oppure si tratta di un tentativo dell’ultimo minuto di dare slancio al film prima dell’uscita americana dell’11 settembre. Focus Features aveva persino pubblicato un teaser con la frase: “Per i ricchi era un fuorilegge, per il popolo un eroe”, un riferimento diretto alla leggenda.
La questione storica complica ulteriormente il quadro: Robin Hood è tradizionalmente collocato nel XII secolo, mentre la rivolta narrata nel film avvenne quasi duecento anni dopo, sotto Riccardo II. Eppure il regista Paul Greengrass ha dichiarato di essersi ispirato al poema medievale Piers Plowman, che contiene la prima menzione nota di Robin Hood. Garfield interpreta proprio un contadino chiamato Ploughman, eco del protagonista del poema.
Al momento, l’unica certezza è il calendario: The Uprising arriverà nelle sale statunitensi l’11 settembre e in quelle britanniche il 9 ottobre. Tutto il resto rimane avvolto in un curioso e imprevedibile mistero promozionale.






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