Negli anni ’80 il cinema scoprì una creatura destinata a diventare un’icona: Gizmo, il primo Mogwai capace di rubare la scena molto prima di personaggi come Stitch o Grogu. Quel mix di tenerezza e pericolo, dovuto alla possibilità di trasformarsi in un’orda di gremlins, rese il personaggio un simbolo generazionale. Oggi, a oltre quarant’anni dal debutto e 36 anni dall’ultima apparizione, uno dei rari pupazzi originali torna alla ribalta: il Gizmo utilizzato sul set di “Gremlins 2: The New Batch”, protagonista dell’asta estiva di Goldin dedicata ai cimeli cinematografici.
Il successo del primo film nacque dall’incontro tra la visione horror di Joe Dante, la scrittura di Chris Columbus e il tocco familiare di Steven Spielberg. Nel 1990 il sequel cambiò completamente tono, virando verso una satira caotica e visivamente esagerata. Qui entrò in gioco il maestro degli effetti speciali Rick Baker, che realizzò quasi 20 versioni diverse di Gizmo. Il modello ora all’asta, dotato di armatura metallica per essere posizionato sul suo supporto, è uno dei più vicini a un “vero” Mogwai.

In “Gremlins 2” Gizmo venne ridisegnato con linee più morbide, pelo levigato e un’espressività quasi cartoon, diventando la versione più riconoscibile e sfruttata nel merchandising per decenni. Nonostante le recensioni altalenanti, il film consolidò la saga nella cultura pop, rendendo ogni pupazzo o animatronico un oggetto ambitissimo dai collezionisti. Negli ultimi anni il valore di questi pezzi è cresciuto costantemente: questo Gizmo parte da 15.000 dollari, ma le stime parlano di cifre ben più alte.
Il momento non potrebbe essere migliore. “Gremlins 3” è finalmente in produzione, con Columbus alla regia e Spielberg come produttore esecutivo. La sceneggiatura, firmata dagli autori di “Final Destination: Bloodlines”, promette un ritorno alle atmosfere horror. L’interesse è alimentato anche dal recente successo della serie animata “Secrets of the Mogwai”. Con la saga pronta a tornare sul grande schermo, possedere un Gizmo autentico significa mettere le mani su un frammento di storia del cinema. E quando il martello dell’asta scenderà a settembre, per qualcuno sarà un sogno che diventa realtà.






Lascia un commento