John Cusack debuterà nel fumetto con Momo, graphic novel di Ignacio Noé in uscita per Mad Cave Studios il 29 settembre 2026. Un volume di 200 pagine che intreccia road movie, fantascienza, cospirazioni e umorismo nero, trasformando il 1972 in un palcoscenico di derive psichedeliche e paranoia politica.
Al centro della storia ci sono Johnson e Tina Louise, due fuggitivi che attraversano gli Stati Uniti e finiscono coinvolti in una missione legata a Jackie Gleason, celebre attore appassionato di UFO. Con loro compare Doc, un agente governativo ambiguo che li trascina in una spirale di segreti che tocca Richard Nixon, presunti alieni e persino Antonin Artaud.

Cusack ha spiegato che l’idea nasce da una leggenda secondo cui Nixon avrebbe mostrato a Gleason dei corpi extraterrestri. L’attore ha ironizzato dicendo che Momo sarebbe basato su una storia vera e su documenti desecretati. L’inserimento di Artaud deriva invece da un vecchio progetto mai realizzato, il film “Full Metal Artaud”, sviluppato con lo scrittore Mark Leyner.

Per Cusack il fumetto rappresenta una libertà creativa difficile da ottenere nel cinema contemporaneo, dominato da franchise e strategie commerciali. Qui ha potuto scrivere ciò che voleva e collaborare con Noé per dare forma visiva alle sue idee, ispirandosi ai polizieschi low‑budget dei primi anni Settanta.

Le prime recensioni parlano di una scrittura cinematografica: Publishers Weekly accosta i dialoghi a Tarantino e Jarmusch, descrivendo un inizio da Nouvelle Vague che evolve in un delirio tra kaiju e suggestioni alla Hunter S. Thompson. Forbes cita influenze postmoderne, da Grant Morrison a The Department of Truth di James Tynion IV e Martin Simmonds.
Cusack ha già confermato che Momo non sarà un episodio isolato: lui e Noé stanno lavorando a un secondo graphic novel.






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