Goku non è stato solo il guerriero che tutti conosciamo: nella lunga storia del personaggio, il suo creatore ha spesso giocato con l’idea di trasformarlo in pilota, inserendolo in contesti legati ai motori e alle vetture da Formula 1. Un interesse tutt’altro che casuale, perché la passione di Akira Toriyama per le auto da corsa è sempre stata parte integrante della sua identità artistica.

Negli anni Ottanta questa inclinazione era evidente. Il maestro amava disseminare le sue opere di veicoli dettagliatissimi, spesso realizzati con una cura quasi maniacale. Era un modo per omaggiare un mondo che lo affascinava profondamente, e che trovava spazio non solo nelle illustrazioni promozionali, ma anche nei contenuti nascosti dei tankobon.

Un esempio emblematico arriva dal 1987, quando Dragon Ball stava per esplodere a livello globale. In occasione del nono volume del manga, Toriyama realizzò un’illustrazione in cui Goku sfrecciava in pista a bordo di un’auto sponsorizzata dalla Capsule Corporation, la celebre azienda fondata dal padre di Bulma. Un dettaglio che non è solo estetico: le Capsule Hoi Poi, capaci di contenere persino automobili, erano già un simbolo dell’immaginario tecnologico della serie.

Quell’immagine, oggi riproposta nei Toriyama Archives, è un piccolo frammento di storia che racconta molto più di quanto sembri. È un tributo alle corse automobilistiche, alla creatività del maestro e alla sua capacità di intrecciare mondi diversi in un’unica, inconfondibile visione.

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