Prima di tornare a parlare delle misteriose Porte del Demonio, Playground Games riporta l’attenzione sulle radici più oscure del nuovo Fable, scegliendo di esplorare la nascita di Albion attraverso un taglio narrativo che mescola fantasy e umorismo inglese.
A guidare questo viaggio è il celebre storico fittizio Brian Bifford, membro degli Amici di Albion. Nei suoi scritti, che ritroveremo anche nel gioco, Bifford ricorda come la mitologia del continente sia sempre stata permeata da una bellezza “rigogliosa e incontaminata”, ma anche da un desiderio di conquista che ha attirato forze ben più oscure.
Secondo il racconto, Albion cadde sotto il dominio del Fante di Spade, del Cavaliere di Spade e della Regina di Spade: tre entità enigmatiche note come la Corte. Il loro regno segnò un’epoca di sofferenza, tormento e miseria, alimentando leggende sulle loro origini “al di fuori di Albion”. Playground accompagna questa parte del racconto con un evocativo artwork che immortala l’era del terrore.
La svolta arrivò con gli eroi, figure capaci di incanalare la propria Volontà in forma di magia. Furono loro a spezzare le catene dell’oppressione e a inaugurare una nuova epoca, rappresentata nel secondo artwork diffuso dallo studio: un tributo visivo alla rinascita di Albion e alla sua tradizione eroica.
Con questo approfondimento, Playground Games non si limita a raccontare un passato immaginario: prepara il terreno per un GDR open world che vuole recuperare lo spirito della saga, fondendo ironia, oscurità e meraviglia. Albion non è solo un’ambientazione, ma un personaggio vivo, modellato da cicli di distruzione e rinascita che il nuovo Fable promette di farci rivivere.






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