La nuova piattaforma Manga Million, lanciata da Shueisha, nasce con un obiettivo chiaro: offrire gratuitamente centinaia di serie e abbattere sia la barriera linguistica sia il ricorso alla pirateria. Un progetto ambizioso, accolto con entusiasmo, ma che nel giro di poche ore si è trasformato in terreno di discussione.
Il nodo riguarda le traduzioni. Durante la presentazione, l’editor capo di Manga Plus, Shuhei Hosono, ha dichiarato che Shueisha non avrebbe utilizzato intelligenza artificiale per localizzare i titoli. Secondo lui, le versioni in varie lingue sarebbero frutto di una collaborazione con i partner internazionali che detengono le licenze, coordinata su larga scala.
Subito dopo, però, alcuni lettori hanno iniziato a esaminare le informazioni sulle aziende coinvolte. È emerso il nome di una società giapponese che offre anche servizi di traduzione automatizzata supervisionata da professionisti. La sua presenza nelle versioni in lingue meno diffuse, come slovacco o swahili, ha alimentato il sospetto che almeno parte del lavoro possa essere stata svolta con strumenti di IA, creando una possibile contraddizione con le dichiarazioni ufficiali.
Al momento, si tratta solo di indizi raccolti dai fan. Il fatto che un’azienda utilizzi anche tecnologie di IA non significa che queste siano state impiegate per i manga di Manga Million, né chiarisce quale processo sia stato adottato per ogni lingua. Senza informazioni precise, ogni conclusione sarebbe prematura.
Se l’obiettivo della piattaforma è davvero quello di offrire un’alternativa solida alla pirateria, la qualità delle traduzioni e la trasparenza sul loro metodo di realizzazione diventano elementi cruciali. Il punto non è soltanto l’eventuale uso dell’IA – che non implica automaticamente una resa scadente – ma la necessità di evitare discrepanze tra ciò che viene dichiarato e ciò che appare agli utenti. Prima di giudicare, resta fondamentale capire cosa sia realmente accaduto.






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