L’horror anime ha prodotto titoli acclamati da pubblico e critica, ma una lacuna continua a pesare sul genere: l’assenza di una trasposizione animata di Kazuo Umezu, autore considerato una delle colonne portanti del manga dell’orrore e figura chiave nella formazione di Junji Ito. Quest’ultimo ha più volte dichiarato di aver costruito il proprio immaginario partendo dalle opere del maestro, citando in particolare “Aula alla Deriva”.

Pubblicata tra il 1972 e il 1974 su Weekly Shonen Sunday, la serie è stata poi raccolta in 11 volumi, arrivati in Italia in tre tomi editi da 001 Edizioni. Per la sua analisi dei comportamenti umani e per la crudezza delle dinamiche sociali, l’opera è spesso accostata al romanzo di William Golding, il “Signore delle Mosche”. Nonostante il suo status di pietra miliare dell’orrore e l’influenza esercitata su generazioni di autori, Aula alla Deriva non ha mai ricevuto un vero adattamento animato.

Nel corso dei decenni sono stati tentati due approcci cinematografici: un film del 1987 e uno del 1995. Entrambi, però, si sono allontanati dal materiale originale, scegliendo di reinterpretare temi e personaggi e sacrificando le denunce sociali che Umezu aveva intrecciato nella storia. Per questo motivo non vengono considerati trasposizioni fedeli, ma versioni libere che non restituiscono la forza del manga.

A distanza di oltre cinquant’anni, l’assenza di un anime dedicato rimane un caso singolare. Considerando l’eredità dell’opera, la sua influenza su autori come Ito e il costante riconoscimento da parte dei lettori, la mancanza di una versione animata continua a essere una delle più curiose omissioni nel panorama dell’horror giapponese.

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