Cartoon Network negli anni ’90 e 2000 dominava l’animazione con serie vivaci e irriverenti, ma nessuna osò spingersi oltre quanto avrebbe fatto, esattamente 25 anni fa, una produzione destinata a diventare la più oscura del canale.
Nel pieno della sua ascesa, Genndy Tartakovsky era già una figura chiave: aveva creato “Dexter’s Laboratory” e diretto le prime stagioni di “The Powerpuff Girls”, contribuendo a definire l’identità del network. Dopo anni di successi, però, decise di tentare qualcosa di radicalmente diverso, un progetto che rompesse ogni schema.
La sua idea nasce dall’amore per “Kung Fu” e dal desiderio di realizzare una serie d’azione quasi senza dialoghi, più cinematografica che televisiva. Il risultato fu Samurai Jack, un esperimento audace che Cartoon Network accettò di produrre con 26 episodi iniziali, consapevole del rischio ma affascinata dalla visione.

Il debutto avvenne il 10 agosto 2001 con Samurai Jack: The Premiere Movie, un film in tre parti che introduce il giovane Jack, il demone Aku e il viaggio nel futuro distopico dove il samurai rimane intrappolato. Da quel momento, Jack vaga aiutando popoli oppressi mentre cerca un modo per tornare nel passato.
La serie proseguì per quattro stagioni fino al 2004, chiudendo con un finale aperto: Tartakovsky non voleva forzare una conclusione affrettata. Negli anni successivi si parlò di film animati e persino di un adattamento live-action, poi cancellato. Intanto, Samurai Jack continuava a ricevere premi e riconoscimenti, diventando uno dei titoli più celebrati del canale.
Il vero epilogo arrivò solo nel 2017, quando Adult Swim accolse la quinta stagione. Ambientata 50 anni dopo, mostra un Jack più cupamente segnato, privo della sua spada e della speranza. Il tono è più maturo, con sangue, temi adulti e una narrazione finalmente seriale, pensata per chi era cresciuto con la serie.
La stagione 5 rappresenta un modello di revival: più adulta ma non gratuitamente “edgy”, rispettosa del pubblico originale e ancora adatta a spettatori giovani. Offre una conclusione potente e definitiva, chiudendo il viaggio di Jack con la stessa eleganza con cui era iniziato.






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