Netflix sta cambiando rotta: dopo anni di investimenti in blockbuster originali da centinaia di milioni di dollari – titoli come “Red Notice”, “The Gray Man” e “The Electric State”, costati complessivamente circa 1 miliardo – la piattaforma sta puntando su film più contenuti, ma capaci di generare attenzione immediata.
Il caso più recente è “The Last House”, nuovo thriller fantascientifico diretto da Louis Leterrier. Il film segue una famiglia costretta a barricarsi in casa dopo un evento globale misterioso che paralizza l’umanità. A guidare il cast ci sono Wagner Moura, già candidato all’Oscar e volto storico di Narcos, e Greta Lee, rivelazione di “Past Lives”. Nonostante le recensioni negative – 38% dalla critica e 25% dal pubblico su Rotten Tomatoes – il titolo è schizzato al primo posto mondiale su Netflix, secondo i dati di FlixPatrol.
Questo risultato si inserisce in una serie di uscite che confermano la nuova strategia della piattaforma: film di genere, budget medio e star riconoscibili. Prima di “The Last House”, Netflix ha ottenuto ottimi numeri con la commedia “72 Hours” di Kevin Hart e con l’action thailandese “The Debt Collector”, spinto dal passaparola.
La stessa logica ha guidato i lanci di inizio anno: titoli come “The Rip”, “War Machine”, “Thrash” e “Apex”, costruiti attorno al carisma di nomi come Matt Damon, Ben Affleck, Alan Ritchson, Phoebe Dynevor, Charlize Theron e Taron Egerton. Una scelta che sta funzionando: “War Machine” è entrato nella top ten dei film originali in lingua inglese più visti di sempre sulla piattaforma, consolidando la popolarità di Alan Ritchson.
Netflix sembra aver trovato la sua nuova formula: meno gigantismo, più efficacia immediata.






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