Negli anni, i giocattoli vintage hanno mostrato quanto siano fragili i materiali che li compongono: plastiche che diventano appiccicose, adesivi che si scollano, foam che si sgretola. Tra gli esempi più evidenti c’è un oggetto insospettabile: le storiche confezioni di Slime Mattel, oggi ricercatissime dai collezionisti, al punto che un raro cartone sigillato può arrivare a cifre fuori scala.
Il celebre Slime nasce dalla reazione tra borace e guar gum, una miscela semplice ma irresistibile per i bambini. La sostanza resta morbida finché non entra in contatto con l’ossigeno, che la indurisce lentamente. Per questo, dopo quarant’anni, solo le confezioni mai aperte conservano ancora il loro contenuto originale.
Quando Mattel lo lanciò nel 1976, il successo fu immediato: era viscido, divertente e perfetto per il filone “gross-out”. La formula non brevettabile portò a una marea di imitazioni, mentre Mattel sperimentava con colori, insetti finti e perfino un gioco da tavolo ispirato a un mostro simile a quello di “The Blob”.

Il vero salto avvenne però nel 1985, quando il brand Slime entrò nell’universo di Masters of the Universe. Il designer Ted Mayer propose un playset che permetteva di colare Slime su un personaggio intrappolato: nacque così la celebre Slime Pit, accompagnata da un barattolo dedicato con il volto di Hordak scolpito sul coperchio.
La Slime Pit, semplice ma geniale, trasformava l’eroe catturato in un servitore dell’Evil Horde, come raccontato nel mini-comic incluso. Le istruzioni avvertivano di non usare Slime su figure con pelliccia, flocking o meccanismi interni, pena danni irreversibili.
Oggi la Slime Pit è un simbolo della creatività di MOTU e della gioia immediata del gioco anni ’80. I collezionisti sanno che trovare Slime ancora morbido è quasi impossibile, ma proprio questa impossibilità alimenta la caccia. È il fascino della rarità, della sfida, del pezzo che “non dovrebbe esistere”. Ed è così che un cartone sigillato da 30mila dollari diventa una tentazione irresistibile per chi crede di avere già tutto.






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