L’idea che Hiromu Arakawa lavori senza una direzione precisa è ormai impossibile da sostenere. Anche per Daemons of the Shadow Realm, infatti, l’autrice ha già stabilito il punto d’arrivo. Nonostante la serie sia ancora in corso, il finale esiste, è definito e poggia su una serie di snodi narrativi che Arakawa considera imprescindibili.
A rivelarlo è stata la stessa mangaka durante un’intervista per Inside Square Enix, dove ha spiegato che il suo metodo parte sempre dalla fine. Prima immagina la destinazione, poi costruisce una sequenza di tappe fondamentali e infine collega tutto ciò che sta nel mezzo. Una filosofia che ricorda quella di Fullmetal Alchemist, anche se questa volta la pianificazione iniziale è stata più elastica. Arakawa ha ammesso di aver lasciato aperti molti più spazi, permettendo alla storia di muoversi con maggiore libertà creativa: “La storia è sembrata molto più viva”.
Questa flessibilità non significa però improvvisazione totale. I misteri principali nascono da una traccia generale, ma vengono raffinati attraverso un confronto costante con l’editor Jun Tanaka. Ogni mese il team discute la struttura del manga, analizzando la posizione dei personaggi, le idee da sviluppare e le possibili evoluzioni. Le conversazioni più animate riguardano sempre ciò che deve ancora accadere, anche se Tanaka evita di entrare nei dettagli per non rivelare anticipazioni ai lettori.
Il risultato è un equilibrio raro: una storia che sa già dove deve andare, ma che continua a generare svolte inattese mentre prende forma. Per i fan è una garanzia. Arakawa conosce la meta, ma il viaggio resta sorprendente. Ed è forse proprio questa combinazione di pianificazione e improvvisazione controllata ad aver reso le sue opere così solide nel tempo.





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