Kodansha ha riconosciuto pubblicamente le proprie responsabilità dopo le accuse di molestie e abusi denunciate da Akane Shimizu, autrice di Cells at Work!. L’editore ha diffuso un comunicato di scuse, ammettendo che la gestione della serializzazione e dei progetti collegati alla serie non ha garantito condizioni adeguate né un supporto professionale sufficiente.
All’inizio di luglio Shimizu aveva raccontato su X di avere subito comportamenti inappropriati da parte di una persona coinvolta nella produzione del manga, denunciando anche gravi carenze organizzative. L’autrice ha criticato il sistema di consulenza medico‑scientifica, le condizioni di lavoro e l’operato dell’allora editor responsabile, oltre alla gestione degli spin‑off e delle opere derivate.
Nel comunicato, Kodansha ammette di non avere risposto alle ripetute richieste dell’autrice: la casa editrice riconosce la mancanza di un adeguato supporto medico, di un ambiente di lavoro appropriato e di una corretta organizzazione degli assistenti. Inoltre conferma che il coinvolgimento di Shimizu negli spin‑off e nel film live action non era stato preventivamente concordato, causando un forte disagio emotivo.
L’editore precisa che la persona citata dall’autrice non lavora più con lei, senza chiarire la sua posizione attuale in azienda. Kodansha afferma di essere impegnata in un confronto diretto con Shimizu per risolvere le questioni ancora aperte e sostiene che oggi l’autrice opera in un contesto in cui i suoi desideri hanno la massima priorità.
Shimizu ha confermato che il dialogo è in corso, ma ha sottolineato che ogni nuovo progetto, dagli spin‑off alle collaborazioni, procede solo dopo la sua approvazione. L’autrice ha anche dichiarato di avere instaurato un buon rapporto con il suo nuovo editor.






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