Una decade dopo il debutto su Netflix, i Defenders tornano finalmente insieme. Ma la loro reunion del 2027, inserita nella terza stagione di Daredevil: Rinascita, non assomiglia affatto al progetto corale che ricordavamo.

La nuova era del “Defenderverse” Il ritorno dei personaggi non avviene più attraverso serie autonome: oggi l’MCU usa Daredevil come fulcro narrativo. La prima stagione ha riportato in scena Frank Castle, destinato a entrare ufficialmente nel MCU con “Spider-Man: Brand New Day”. La seconda ha riacceso i riflettori su Jessica Jones e Luke Cage, consolidando l’idea di una ricostruzione lenta ma mirata.

Il puzzle si completa Le foto dal set hanno confermato anche Danny Rand e Elektra, chiudendo il cerchio dei Defenders. Tuttavia, la loro presenza sarà quella di comprimari, non di protagonisti: un ribaltamento totale rispetto alla miniserie originale, dove ogni eroe arrivava da una serie personale da 13 episodi.

Un modello televisivo che non esiste più All’epoca, il pubblico aveva accumulato oltre 65 ore di storia prima del crossover. Oggi le piattaforme puntano su eventi rapidi, cameo strategici e continuità interna all’MCU. La lunga epopea dei Defenders resta comunque canonica, e fungerà da base per ciò che Marvel vuole costruire nei prossimi anni.

Una strategia diversa La scelta è chiara: usare Daredevil: Rinascita come punto di raccolta, per poi rilanciare singolarmente Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist, proprio come già accaduto con Punisher. E le possibilità non mancano: Danny Rand potrebbe affiancare Shang-Chi, riproponendo un celebre team-up dei fumetti.

Il passato è disponibile, il futuro è in movimento Le serie originali dei Defenders e le stagioni di Daredevil: Rinascita restano disponibili su Disney+, mentre il MCU prepara una nuova fase in cui la squadra tornerà sì al completo, ma con un ruolo completamente diverso.

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