Kagurabachi ha aperto la strada: con oltre 4 milioni di copie e un anime già confermato, era inevitabile che diventasse il nuovo volto di Shonen Jump. Ma mentre tutti guardano a lui, un altro titolo sta crescendo con una rapidità sorprendente: Ichi the Witch.

Nel 2024 il manga di Osamu Nishi e Shiro Usazaki ha debuttato senza clamore, salvo poi superare in pochi mesi i 2,2 milioni di copie. Una scalata così veloce da far pensare che l’annuncio di un adattamento animato sia solo questione di tempo. Non è un semplice fenomeno passeggero: è una delle opere che la rivista sta spingendo con più convinzione.

La forza di Ichi the Witch non sta solo nel suo mondo, dominato dai Majik, creature magiche che solo le streghe possono affrontare. Il punto di rottura arriva con Ichi, il primo ragazzo capace di usare la magia dopo aver sconfitto un mostro che nessuna donna era riuscita a uccidere. Potrebbe sembrare la classica storia dell’“eletto”, ma il manga sceglie un’altra strada.

Il vero equilibrio narrativo nasce dal ruolo delle streghe che accompagnano Ichi: non comprimarie, ma protagoniste attive, con decisioni e responsabilità che muovono la trama. Tra tutte spicca Desscaras, diventata in pochissimo tempo uno dei personaggi più discussi e apprezzati della nuova generazione di Jump. È questo intreccio di relazioni, più che il potere del protagonista, a rendere l’opera così efficace.

L’unico vero ostacolo verso l’anime è lo stile di Usazaki: tavole dense, creature complesse, scenari che richiederebbero un’animazione di livello altissimo. Ma i numeri parlano chiaro, e dopo il caso Kagurabachi è difficile immaginare che Ichi the Witch resti ancora a lungo senza una trasposizione. In una rivista che vive di nuovi fenomeni, il prossimo potrebbe essere già davanti agli occhi.

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