La rinuncia di Jesse Eisenberg a tornare nei panni di Mark Zuckerberg in “The Social Reckoning” non è stata un gesto impulsivo. L’attore, oggi impegnato nella promozione di “Minions & Monsters”, ha raccontato di aver riflettuto a lungo prima di dire addio al ruolo che lo ha reso celebre.

Durante la première, Eisenberg ha spiegato di aver parlato con Aaron Sorkin per diversi giorni. L’attore ha descritto lo sceneggiatore come una figura “brillante” e “incredibilmente eloquente”, capace di rendere ogni conversazione un’esperienza coinvolgente. Un dialogo così intenso da far sentire, a suo dire, che dire “no” equivalesse quasi a deludere l’America.

Nonostante l’ammirazione per Sorkin, Eisenberg ha compreso che era arrivato il momento di voltare pagina. Ha dichiarato di non voler più essere associato al personaggio di Zuckerberg, sottolineando che la sua scelta non dipende dalla qualità del film, che considera comunque “meraviglioso”.

Sorkin stesso, nelle scorse settimane, aveva rivelato di aver tentato fino all’ultimo di convincerlo. Lo sceneggiatore ha raccontato di aver passato tre giorni a discutere con l’attore, consapevole del suo desiderio di non essere più confuso con Zuckerberg. Eisenberg, infatti, non sopportava più che i fan lo fermassero negli aeroporti con biglietti da visita con la frase “I’m CEO, bitch” chiedendogli di firmarli.

Con Eisenberg fuori dal progetto, sarà Jeremy Strong a interpretare il fondatore di Facebook. The Social Reckoning si concentrerà sullo scandalo esploso nel 2021 grazie alle rivelazioni di Frances Haugen e all’inchiesta del Wall Street Journal, che misero in luce gli effetti negativi della piattaforma sugli adolescenti e il suo ruolo nella diffusione della disinformazione.

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