Il clima nell’industria dei videogiochi è diventato incandescente. Le indiscrezioni di Bloomberg parlano di una Microsoft pronta a tagliare personale e chiudere studi Xbox, ma il malessere sembra diffuso: secondo il giornalista francese Sylvain Trinel, l’estate potrebbe trasformarsi in “una catastrofe” per molti team, anche sotto l’ombrello dei grandi publisher.

La crisi non riguarda solo chi sta cercando di rilanciare un’intera divisione come Xbox. Alcuni studi indipendenti sono già sull’orlo del baratro: Don’t Nod avrebbe liquidità sufficiente solo fino a novembre, mentre Quantic Dream sarebbe in forte difficoltà per i problemi nello sviluppo di Star Wars Eclipse e per la cancellazione di Spellcasters Chronicles.

Il quadro si complica osservando gli studi storici. Trinel cita idSoftware, oggi senza alcuna posizione aperta: un segnale che potrebbe indicare tagli imminenti o una riduzione drastica degli investimenti. Il flop commerciale di DOOM The Dark Ages potrebbe aver pesato più del previsto.

Nemmeno i nomi più noti sembrano al riparo. Si parla di tensioni interne a Bethesda Game Studios, di una BioWare ancora in crisi nonostante il nuovo Mass Effect, e persino di Bungie, dove Sony avrebbe valutato di licenziare fino al 50% dello staff dopo il fallimento di Marathon.

Sul fronte Sony circolano altre ipotesi, puramente speculative. Studi come Bend Studio e MediaMolecule potrebbero essere coinvolti in futuri ridimensionamenti: il primo non si è mai ripreso dal rifiuto di Days Gone 2, il secondo è rimasto schiacciato dal flop di Dreams, progetto ambizioso ma mai davvero decollato.

Infine, anche il mondo di Call of Duty non dorme sonni tranquilli. Il recente cambio ai vertici di Treyarch viene interpretato da alcuni come un possibile preludio a riorganizzazioni più profonde, forse legate alla gestione del franchise più redditizio dell’industria.

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