Steven Spielberg, a differenza di Christopher Nolan che vive felicemente senza email né cellulare, ha un rapporto sorprendentemente naturale con la tecnologia. Nonostante sia uno dei registi più influenti della storia del cinema, Spielberg resta una figura alla mano, capace di usare strumenti quotidiani in modi inaspettati.

Il caso più curioso riguarda la nascita di “Disclosure Day”: la prima stesura della storia non è nata in uno studio pieno di sceneggiature, ma sull’iPad del regista. Spielberg ha raccontato di aver scritto, nell’estate del 2023, una storia di 50-60 pagine usando semplicemente l’app Note. “Ce l’hanno tutti oggigiorno, no?”, ha scherzato, aggiungendo che alternava letture su carta e revisioni sul tablet. Un processo creativo che si è chiuso con un ironico “Grazie, Steve Jobs”.

Naturalmente, per trasformare quella bozza in una vera sceneggiatura è servito un professionista: il copione finale porta la firma di David Koepp, storico collaboratore del regista. I due hanno già condiviso titoli come Jurassic Park, La guerra dei mondi e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, consolidando un metodo di lavoro che unisce intuizione e rigore.

Il film, interpretato da Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth, racconta la storia di una meteorologa e di un esperto di cybersecurity coinvolti in un complotto che tenta di nascondere la verità sugli extraterrestri. Una verità che, nel mondo del film, sta per manifestarsi in modo impossibile da ignorare.

Che la scintilla iniziale sia nata su un semplice iPad rende tutto ancora più affascinante: a volte, anche i futuri blockbuster cominciano da un’app che usiamo per la lista della spesa.

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