Essere Mercoledì Addams non è solo un ruolo iconico: per Jenna Ortega è una maratona emotiva e fisica. L’attrice, oggi impegnata nella nuova stagione della serie Netflix, racconta quanto sia logorante incarnare un personaggio che vive di distacco, freddezza e zero smancerie. Un lavoro che, dietro la patina gotica, richiede una disciplina ferrea.

La sua carriera è iniziata presto: a dieci anni era già sul set, prima come comparsa e poi con il suo primo ruolo televisivo in “Rob”. Da lì una serie di piccole ma significative apparizioni, tra cui Iron Man 3 e Insidious, fino alla versione giovane di Jane in Jane The Virgin. Il vero salto arriva con Harley in mezzo, che la porta a crescere praticamente sul set. Eppure, nonostante questa lunga esperienza, una produzione imponente come Mercoledì è riuscita a metterla alla prova come poche altre.

Nel podcast Big Bro con Kid Cudi, Ortega ha descritto il lato meno glamour del mestiere. Le giornate scorrono in un ciclo continuo fatto di set, riprese e visioni del girato, senza spazio per una vita privata. “Ti svegli, vai al lavoro, giri, torni a casa, guardi il girato e ricominci da capo”, racconta. Una routine che la porta spesso a sentirsi esausta, quasi “sommersa dall’automatismo”, come se fosse “sonnambula”.

Nonostante tutto, l’attrice riconosce che la natura creativa del lavoro le offre sempre un appiglio: una scena nuova, un personaggio diverso, una premessa inaspettata. È lì che ritrova energia e motivazione. Ma il messaggio resta chiaro: Hollywood non è un mondo fatto solo di luci e tappeti rossi. Le riprese, spesso in location internazionali, aggiungono un ulteriore strato di stress a un mestiere che richiede dedizione totale.

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