Era ormai evidente che Toy Story 5 avrebbe scelto di confrontarsi con uno dei nodi più urgenti del presente: il legame tra infanzia e tecnologia. A confermarlo sono stati Tom Hanks e Tim Allen, pronti a tornare come voci originali di Woody e Buzz.
Nel corso di un’intervista alla BBC, Hanks ha riflettuto sul modo in cui i più giovani vivono immersi nel digitale: secondo l’attore, i bambini di oggi sono definiti da una relazione totalizzante con la tecnologia, un rapporto che influenza ogni aspetto della loro crescita. Ha raccontato anche una scena del film in cui una semplice luce blu proveniente da uno smartphone in una cameretta riesce a trasmettere un inatteso senso di inquietudine.
Allen ha ampliato il discorso parlando della velocità con cui le nuove generazioni consumano contenuti, abituate a video da pochi secondi su Instagram. Ha ricordato un episodio con sua figlia, capace di prevedere l’intera trama di un film dopo pochi minuti. L’attore ha provato a imporre una regola – prima si guarda il film, poi si commenta – ma ha ammesso che la ragazza aveva colto perfettamente la struttura narrativa.
Toy Story 5, attraverso le voci dei suoi storici protagonisti, sembra quindi voler interrogare il rapporto tra immaginazione, attenzione e schermi, ponendo una domanda che riguarda tutti: come cresce un bambino in un mondo dominato dal digitale?






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