Il destino di Rue Bennett continua a incendiare il dibattito attorno alla terza stagione di Euphoria. La discussione non riguarda solo l’impatto emotivo del finale, ma soprattutto il modo in cui Sam Levinson ha deciso di chiudere l’arco narrativo della protagonista interpretata da Zendaya.

Molti spettatori sono rimasti sconvolti dalla scelta di mostrare la morte di Rue per un’overdose da fentanyl, fornito dal criminale Alamo. Una conclusione brutale, soprattutto perché l’intera serie aveva seguito la sua lotta contro la dipendenza, trasformandola nel cuore tematico dello show.

Una parte del pubblico, però, ha difeso questa direzione. Secondo loro, la serie ha sempre raccontato la dipendenza come una malattia che non garantisce redenzione, e il destino di Rue sarebbe quindi una rappresentazione realistica e coerente. Alcuni hanno ricordato che anche la versione israeliana da cui Euphoria è tratta prevedeva un epilogo simile per la protagonista.

Altri fan hanno sottolineato un parallelo doloroso: la morte di Rue richiama quella di Angus Cloud, interprete di Fezco, scomparso nel 2023 per un’overdose. Un dettaglio che ha reso il finale ancora più struggente per molti spettatori.

Le critiche, però, non sono mancate. C’è chi ha accusato Levinson di aver optato per un esito pessimistico e privo di necessità narrativa, sostenendo che Rue meritasse una conclusione meno crudele dopo tre stagioni di sofferenze. Alcuni hanno definito il finale “forzato”, altri hanno lamentato l’assenza di una vera scena funebre che coinvolgesse l’intero cast.

Nel vortice delle polemiche è finita anche Zendaya. La sua presenza ridotta nella promozione della stagione ha alimentato speculazioni sul suo possibile disaccordo con la scelta narrativa, anche se l’attrice non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Quel che è certo è che il finale di Euphoria ha lasciato un segno profondo. E come accade con le serie più amate, il confronto tra chi lo considera necessario e chi lo giudica imperdonabile continuerà ancora a lungo.

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