Quando Delicious in Dungeon è arrivato su Netflix, molti spettatori hanno pensato di trovarsi davanti a una commedia fantasy costruita su un’idea curiosa: un gruppo di avventurieri che cucina i mostri del dungeon per sopravvivere. Una premessa divertente, quasi parodistica. Eppure, episodio dopo episodio, la serie dimostra che quel punto di partenza è solo l’inizio di qualcosa di molto più strutturato e sorprendente.
La storia segue la spedizione guidata da Laios, che decide di tornare nel dungeon per salvare la sorella Falin, divorata da un drago durante una missione fallita. Il problema è immediato e concreto: il gruppo non ha più soldi per acquistare provviste. Da questa difficoltà nasce l’idea che definisce tutta la serie: se non puoi portare cibo con te, devi cucinare ciò che trovi lungo il percorso.
Qui entra in gioco Senshi, vero motore della dimensione culinaria della storia. Con metodo e competenza studia i mostri, li pulisce e li trasforma in piatti improvvisati. Quello che sembra uno scherzo diventa invece uno strumento narrativo fondamentale: cucinare le creature del dungeon permette ai protagonisti di capire come funziona quell’ambiente e di sopravvivere al suo interno.
Grazie a questa idea, il dungeon non è solo un’arena per combattimenti spettacolari. Diventa un ecosistema complesso, dove ogni creatura ha un ruolo preciso. L’esplorazione e i pasti condivisi diventano il modo attraverso cui lo spettatore scopre il mondo, evitando lunghe spiegazioni e lasciando che siano le azioni del gruppo a costruire la narrazione.
Il tono iniziale resta leggero: Marcille reagisce alle ricette con disgusto, Chilchuck mantiene un approccio pragmatico da professionista, mentre Laios osserva i mostri con una curiosità quasi inquietante. Ma più il gruppo scende in profondità, più il dungeon rivela un lato oscuro. I segnali arrivano lentamente, trasformando l’avventura comica in qualcosa di più misterioso e inquietante.
La nuova stagione annunciata su Netflix arriva proprio quando la storia comincia ad allargarsi davvero. Il dungeon non è più soltanto il luogo dove trovare il prossimo pasto, ma la chiave per capire la verità su quel mondo e sulle forze che lo hanno plasmato. Anche senza una data d’uscita precisa, la conferma della seconda stagione lascia la sensazione che questa serie abbia ancora molto da raccontare.






Rispondi