Per molti nati dopo il 2000, Bucky O’Hare è poco più di un nome sconosciuto. Eppure, negli anni ’90, questo coniglio verde ha conquistato fumetti, cartoni animati, giocattoli e videogiochi. Nonostante un universo ricco e ambizioso, il franchise non è mai riuscito a decollare davvero, lasciando dietro di sé una piccola ma fedele comunità di appassionati.

Tutto comincia con Larry Hama, futuro autore di G.I. Joe, che sviluppa l’idea di una guerra intergalattica tra mammiferi e rospi, ispirandosi al suo mentore Wally Wood. Grazie a Neal Adams e ai disegni dinamici di Michael Golden, Bucky debutta tra il 1984 e il 1985 in brevi storie pubblicate da Continuity Comics. Dietro l’apparenza bizzarra si nasconde un racconto di guerra, libertà e resistenza.

Nel settembre 1991 arriva Bucky O’Hare and the Toad Wars, serie animata che espande l’universo originale con nuovi personaggi, battaglie e una trama coinvolgente. Animazioni efficaci, doppiaggio convincente e una sigla memorabile sembravano gli ingredienti perfetti per conquistare il pubblico. Hasbro lancia una linea di action figure, mentre Konami realizza videogiochi per arcade e NES. I fumetti diventano inoltre pubblicazioni regolari.

Nonostante il sostegno di aziende importanti, il progetto si arresta presto: 13 episodi, cinque numeri a fumetti e nessun seguito videoludico. Un’occasione mancata che lascia il franchise alla deriva.

Nel 2017 Boss Fight Studios prova a risvegliare l’interesse con nuove action figure destinate ai collezionisti adulti, ma anche questa linea si interrompe prima di completare l’equipaggio della Righteous Indignation. Nel frattempo, una seconda storia a fumetti di Hama e Golden resta inedita, privando i fan di un capitolo importante.

La soluzione potrebbe essere un reboot animato fedele alle origini, oppure una storia più matura che conservi l’identità dei personaggi. Stravolgere troppo il materiale originale rischierebbe di allontanare proprio chi aspetta da anni un ritorno.

L’esempio di Usagi Yojimbo, celebre fumetto di Stan Sakai, dimostra quanto sia delicato adattare un personaggio amato a un nuovo pubblico. Per Bucky, una campagna Kickstarter dedicata ai fan potrebbe rappresentare un’alternativa concreta: meno rischi produttivi e un pubblico già motivato.

Forse non serve conquistare l’intera galassia. Basterebbe pubblicare le storie perdute e regalare alla ciurma un’ultima avventura. Dopo oltre trent’anni, Bucky O’Hare merita ancora una possibilità di dimostrare quanto vale. È tempo di tornare a combattere i rospi!

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