In occasione del venticinquesimo anniversario di GameCube, vale la pena guardare oltre i grandi classici e riscoprire alcuni titoli che, per motivi diversi, non hanno mai ricevuto l’attenzione che meritavano. Tra flop commerciali, esclusive giapponesi e produzioni finite nell’ombra, ecco cinque giochi che meriterebbero una seconda possibilità sulle console moderne.
Billy Hatcher and the Giant Egg è uno dei progetti più particolari partoriti da Sonic Team. Questo colorato platform basava gran parte della sua identità sull’utilizzo di enormi uova da trasportare, far schiudere e sfruttare per superare ostacoli ed eliminare nemici. Nonostante idee originali e una forte personalità, il gioco si trasformò in un clamoroso flop commerciale. Dopo una conversione PC pubblicata nel 2006, l’IP è praticamente scomparsa, rendendo un eventuale ritorno tanto improbabile quanto affascinante.
Quando si parla di giochi dimenticati, anche Donkey Konga 3 merita una menzione speciale. La serie di rhythm game con i celebri bonghi aveva ottenuto un buon successo iniziale, ma il terzo capitolo ebbe una sorte molto diversa. Pubblicato esclusivamente in Giappone, rimase sconosciuto alla maggior parte dei giocatori occidentali nonostante una ricchissima offerta di contenuti, con decine di brani e numerosi minigiochi. Un recupero attraverso i servizi online di Nintendo sarebbe il modo ideale per farlo conoscere a un nuovo pubblico.
Tra le assenze più dolorose c’è sicuramente Eternal Darkness, autentico cult dei survival horror. L’opera di Silicon Knights conquistò la critica grazie alle sue idee innovative e a un’atmosfera ancora oggi memorabile, ma le vendite furono ben al di sotto delle aspettative. Proprio per questo il titolo non ha mai ricevuto il riconoscimento commerciale che avrebbe meritato. Una ripubblicazione permetterebbe finalmente a molti giocatori di scoprire uno dei prodotti più interessanti dell’era GameCube.
Anche Kururin Squash! appartiene alla categoria delle gemme nascoste. Seguito spirituale della serie nata su Game Boy Advance, trasformava la formula originale in un’esperienza 3D senza perdere l’immediatezza e la qualità del gameplay. Rimasto confinato al mercato giapponese, rappresenta ancora oggi una curiosità poco conosciuta che potrebbe integrarsi perfettamente nell’attuale catalogo retro di Nintendo.
Infine troviamo P.N. 03, uno dei controversi Capcom Five guidato da Shinji Mikami. Questo elegante sparatutto in terza persona non mantenne tutte le promesse fatte prima del lancio, ma si distingueva per stile visivo, personalità e una protagonista memorabile come Vanessa Z. Schneider. Col passare degli anni è stato quasi completamente dimenticato, eppure una riedizione con qualche aggiornamento potrebbe restituire visibilità a uno dei progetti più insoliti della storia di Capcom.
A distanza di venticinque anni, questi titoli dimostrano quanto il catalogo GameCube fosse più vario e coraggioso di quanto spesso si ricordi. Non tutti furono successi, ma molti meriterebbero l’occasione di farsi conoscere da una nuova generazione di giocatori.





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