Tra gli episodi più sorprendenti della televisione degli anni ’90, “And Then There Was Shawn” occupa un posto speciale. La quinta stagione di Crescere, che fatica (Boy Meets World) ha infatti regalato al pubblico una puntata che abbandona le classiche dinamiche della sitcom per rendere omaggio al cinema horror e, in particolare, agli slasher resi celebri da Scream.

Curiosamente, l’episodio, intitolato in italiano “E poi c’è Shawn” (5×17), andò in onda nel febbraio del 1998, anziché durante il periodo di Halloween. Nonostante questo, è diventato uno degli appuntamenti più adatti da riscoprire per chi cerca un intrattenimento a tema senza rinunciare alla comicità.

La vicenda prende il via quando Cory, Topanga, Shawn e gli altri ragazzi finiscono in punizione a scuola sotto la supervisione del signor Feeny. Quella che sembra una situazione ordinaria cambia rapidamente tono: dopo che l’insegnante lascia l’aula, una presenza inquietante si manifesta e sulla lavagna compare un messaggio scritto con il sangue. La minaccia è chiara: nessuno uscirà vivo dalla scuola.

Da quel momento, la puntata gioca con le convenzioni del genere. Shawn, grande conoscitore dei film horror, cerca di interpretare gli eventi seguendo le regole degli slasher, convinto che alcuni personaggi siano destinati a morire per primi. Le sue intuizioni diventano parte di un susseguirsi di situazioni grottesche, colpi di scena e gag macabre, in cui persino gli oggetti più comuni possono trasformarsi in strumenti letali.

L’assassino vestito di nero e nascosto dietro una maschera richiama chiaramente Ghostface, mentre la partecipazione di Jennifer Love Hewitt, nei panni di Kennifer Love Fefferman, aggiunge un’altra sorpresa. Non mancano neppure riferimenti a South Park, a conferma della volontà degli autori di giocare con l’immaginario popolare dell’epoca.

Pur prendendo in giro i cliché dell’horror, l’episodio non perde di vista l’identità della serie e mantiene intatte le personalità dei protagonisti. È proprio questo equilibrio tra parodia, suspense e umorismo a renderlo ancora oggi così efficace.

Per chi ama la nostalgia televisiva o cerca qualcosa di diverso da guardare ad Halloween, “And Then There Was Shawn” resta un piccolo cult: una dimostrazione di come anche una sitcom per ragazzi possa sorprendere il pubblico esplorando territori inaspettati.

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