Quentin Tarantino non ha mai nascosto il suo amore per il cinema di genere italiano, e tra gli autori che più hanno influenzato il suo immaginario c’è senza dubbio Lucio Fulci, maestro dell’horror e dello splatter. Nel corso della sua carriera, il regista di Pulp Fiction ha più volte omaggiato il cinema di Fulci, arrivando persino a progettare il remake di uno dei suoi film preferiti, un progetto che però non ha mai visto la luce.

Al centro di questa passione c’è Sette note in nero, thriller del 1977 conosciuto all’estero come The Psychic. Il film mescola con grande efficacia gli elementi del giallo e del soprannaturale, seguendo la vicenda di Virginia Ducci, una donna capace di avere visioni premonitorie. Quando scopre uno scheletro nascosto in una proprietà appartenente al marito, decide di usare il proprio dono per cercare di ricostruire la verità dietro il misterioso ritrovamento.

L’ammirazione di Tarantino per questa pellicola è tale da averlo spinto, per anni, a considerare l’idea di un remake. Il cineasta statunitense ha infatti definito Sette note in nero uno dei suoi film preferiti in assoluto, lodandone l’atmosfera, la costruzione narrativa e l’efficacia del racconto.

Un altro elemento fondamentale dell’opera è la suggestiva colonna sonora firmata da Fabio Frizzi, compositore che ha legato il proprio nome a molte delle produzioni più celebri di Fulci. Il legame tra il film e Tarantino passa anche dalla musica: uno dei brani composti da Frizzi per Sette note in nero è stato infatti riutilizzato dal regista americano all’interno di Kill Bill, ulteriore dimostrazione della profonda influenza esercitata dal cinema italiano sulla sua poetica.

Nel cast del film trovano spazio Jennifer O’Neill, interprete della protagonista Virginia Ducci, e Gianni Garko, che veste i panni del marito Francesco Ducci. Nonostante il remake sia rimasto soltanto un’idea, Sette note in nero continua ancora oggi a essere considerato uno dei titoli più apprezzati della filmografia di Lucio Fulci e una delle opere che più hanno colpito l’immaginazione di Quentin Tarantino.

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