Negli anni Settanta, tra crossover improbabili e parodie pop, nulla ha lasciato un segno quanto l’incontro tra Superman e Muhammad Ali. Il gigantesco albo del 1978, firmato da Denny O’Neil e Neal Adams, è diventato un oggetto di culto: un frammento di cultura pop che unisce il supereroe più famoso del mondo al più grande pugile della storia. Oggi il volume è un collezionabile rarissimo, soprattutto nella sua edizione “treasury size”, con prezzi che oscillano dai 75 dollari fino a oltre 1000 per copie quasi perfette.

La nascita del progetto fu tutt’altro che lineare. L’idea, attribuita a Julius Schwartz o al manager Don King, portò DC a collaborare direttamente con il team di Ali. Il primo artista coinvolto, Joe Kubert, venne sostituito quando la sua resa grafica non convinse la squadra del pugile. Subentrò Neal Adams, che trasformò il fumetto in una missione personale: studiò Ali nei suoi allenamenti a Fighter’s Heaven, assorbendone linguaggio, movenze e carisma. Le continue revisioni e i ritardi permisero ad Adams di rifinire ogni dettaglio, anche dopo l’uscita di scena di O’Neil.
Quando il fumetto arrivò finalmente sugli scaffali nel 1978, Ali non era più campione del mondo, avendo perso contro Leon Spinks. Ma non importò: il pubblico accolse l’albo come un evento. La celebre copertina “wrap-around” di Adams, con oltre 170 figure tra celebrità e personaggi DC, divenne immediatamente iconica.

La storia, costruita come un’avventura da blockbuster anni ’70, mette Superman e Ali contro un invasore alieno, Rat’Lar. Per decidere chi rappresenterà la Terra, i due devono affrontarsi sotto un sole rosso, dove Superman perde i poteri. Ali, maestro assoluto della boxe, lo sconfigge con tecnica e disciplina. Poi affronta e batte Hun’Ya, mentre Superman salva il pianeta fermando l’armata aliena. Il fumetto si chiude con la frase simbolo: “Superman, WE are the greatest.”
A distanza di mezzo secolo, ciò che resta non è la trama, ma l’impatto culturale: l’immagine di un eroe reale che affronta un eroe immaginario, la celebrazione della dedizione, della grandezza e del rispetto reciproco. Per molti lettori, soprattutto afroamericani, l’albo è ancora oggi un oggetto emotivo, un simbolo di identità e orgoglio. Un capitolo irripetibile nella storia di Superman e di Muhammad Ali.





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