Negli anni ’80, l’universo di Star Wars esplose anche nei cartoon. Due serie, “Droids” ed “Ewoks”, portarono la saga in territori nuovi: niente Jedi, niente Sith, solo droidi e creature di Endor. Prodotti da Lucasfilm e Nelvana, non erano riempitivi televisivi ma esperimenti creativi che ampliarono davvero la galassia.

La serie dedicata a R2-D2 e C-3PO mostrava un’epoca precedente a “Una Nuova Speranza”. I due droidi cambiavano padroni, pianeti e guai, incontrando pirati, criminali e persino Boba Fett. Personaggi come Jann Tosh dimostravano che anche un “normale” abitante della galassia poteva finire in un’avventura epica. Villain assurdi come Kybo Ren-Cha e trame come quelle del Trigon One o dei Roonstones rivelavano una libertà creativa oggi quasi impensabile.

La serie sugli Ewok virava invece verso il fantastico. Prima degli eventi del film, Endor diventava un mondo vivo, con Wicket, Kneesaa, Teebo, Latara e un’intera comunità ricca di tradizioni. C’erano streghe, come Morag, e rivali come i Dulok, che trasformavano la luna boscosa in un ecosistema complesso. Episodi come quello di Asha o “Battle for the Sunstar” collegavano la vita degli Ewok al più grande conflitto galattico.

Con il reset del canone nel 2014, entrambe le serie finirono nel contenitore “Legends”. Un taglio netto che ha impoverito la varietà dell’universo narrativo. Perché questi cartoon, con la loro miscela di fantasia, stranezza e coraggio creativo, mostravano una galassia più ampia e imprevedibile.
Oggi non sono più “ufficiali”, ma restano parte della memoria dei fan. E forse questo è il loro vero canone: ricordare che Star Wars può essere anche bizzarro, tenero, sperimentale. Un luogo dove due droidi vagano senza meta e un gruppo di Ewok può sfidare il destino della galassia.





Lascia un commento