Prima dell’esplosione globale con Iron Man, la carriera di Robert Downey Jr. era un pendolo impazzito: talento cristallino da una parte, problemi di dipendenza e vicende giudiziarie dall’altra. Hollywood lo considerava un rischio, un nome da evitare. Eppure, proprio in quel limbo, stava per arrivare il film che avrebbe cambiato tutto.
Quando nessuno voleva scommettere su Downey Jr., Shane Black decise di farlo. Il regista costruì per lui un ambiente su misura, capace di valorizzare la sua ironia tagliente e la sua naturale intensità. Il risultato fu “Kiss Kiss Bang Bang”, un thriller atipico, pieno di autoironia, dialoghi affilati e un mistero che scorre come un romanzo pulp. Per Black fu il ritorno dopo una lunga pausa creativa; per Downey Jr. fu molto di più.
In questa storia noir, l’attore interpreta un ladro improvvisato attore, trascinato in un omicidio insieme al detective privato di Val Kilmer e alla fragile, irresistibile Harmony di Michelle Monaghan. Il film mostrò a Hollywood che Downey Jr. non era solo recuperabile: era ancora straordinario. Tre anni dopo, quel segnale sarebbe diventato un’esplosione chiamata Tony Stark.
Nonostante la sua seconda vita nel MCU, l’attore ha dichiarato di considerare “Kiss Kiss Bang Bang” “probabilmente il miglior film che abbia mai fatto”. Una frase che racconta quanto quel progetto sia stato decisivo: non solo un titolo da riscoprire, ma il vero punto di svolta di una carriera rinata dalle proprie ceneri.





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