L’attacco di Benedict Cumberbatch, affiancato da Alan Cumming e Benedict Wong, arriva come un segnale d’allarme per l’industria britannica dell’intrattenimento. I tre attori hanno firmato un intervento sul The Guardian per contestare la fusione tra Paramount e Warner Bros., definita una minaccia diretta alla stabilità del settore audiovisivo nel Regno Unito.

Secondo gli autori, l’operazione non sarebbe solo un passaggio societario, ma un rischio per migliaia di lavoratori. La possibile concentrazione di potere, sostengono, metterebbe in crisi l’intero ecosistema produttivo. Per questo chiedono alla Segretaria alla Cultura Lisa Nandy di intervenire: “Nandy ha aperto la porta all’intervento. Deve varcarla”. La difesa dell’interesse pubblico è, per loro, l’unico argine contro una fusione che potrebbe indebolire la cultura britannica.

Il fronte più delicato riguarda però l’informazione. Con l’acquisizione, Paramount controllerebbe una quota enorme dei notiziari nel Regno Unito, inclusi CNN International e CBS News. Una concentrazione che, scrivono, minaccia la pluralità delle notizie e la qualità della verità accessibile al pubblico. Gli attori citano anche le presunte promesse fatte dall’amministratore delegato di Paramount a Donald Trump, che avrebbe ricevuto l’impegno a introdurre “cambiamenti radicali” alla CNN.

Per Cumberbatch, Cumming e Wong, quando un singolo proprietario può influenzare così tanto il panorama informativo, un ministro ha “il dovere di porre domande”. La fusione, concludono, non è un semplice affare industriale: è un nodo cruciale per il futuro della democrazia mediatica e della cultura nel Regno Unito.

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