Nel cortile del Louvre, trasformato in arena cinematografica dal festival Cinema Paradiso, Wes Anderson e Bill Murray hanno acceso l’immaginazione dei fan lasciando intendere che un western potrebbe essere il loro prossimo progetto. L’apparizione inattesa di Murray durante la presentazione di Grand Budapest Hotel ha subito cambiato il tono della serata.

L’attore, con il suo tipico umorismo, ha raccontato che Anderson sul set mantiene un’espressione impassibile, salvo sciogliersi “solo dopo il dessert”. Secondo Murray, la vera chiave per far sorridere il regista sarebbe una dose di cioccolato o panna cotta, battuta che ha preparato il terreno alla rivelazione più sorprendente.

Murray ha infatti dichiarato che Anderson, essendo texano, “deve al mondo un film western”, arrivando a imitare l’andatura di un cowboy davanti al pubblico. Anderson non ha smentito: l’idea esiste da anni e coinvolgerebbe anche Owen Wilson e Luke Wilson, altri storici collaboratori e conterranei.

Il possibile western si inserirebbe nel lungo sodalizio tra Anderson e Murray, che ha attraversato dieci film, da Rushmore a The French Dispatch, fino al recente The Phoenician Scheme. Murray avrebbe dovuto partecipare anche ad Asteroid City, ma il COVID lo costrinse a rinunciare, lasciando il ruolo a Steve Carell.

L’annuncio è arrivato durante una delle serate di MK2, che ogni estate trasforma il Louvre in un cinema all’aperto da circa 3.000 spettatori, con un programma che unisce film, musica e gastronomia. Le oltre 200.000 richieste di biglietti confermano il successo di un evento gratuito sostenuto da sponsor come Chanel e Peugeot.

Anderson non ha ancora condiviso dettagli sulla trama né confermato l’avvio della produzione, ma le sue parole suggeriscono che il progetto sia reale. Se dovesse concretizzarsi, sarebbe il primo vero western della sua carriera e un’ulteriore evoluzione del suo stile, oltre a segnare una nuova collaborazione con Bill Murray.

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