MINDHUNTER, una delle produzioni più acclamate di Netflix, sembra destinata a restare un ricordo. Nonostante l’affetto dei fan, le parole di David Fincher negli ultimi anni hanno tracciato un quadro sempre più netto: la serie difficilmente tornerà.
Nel 2017 la storia degli agenti dell’FBI Holden Ford e Bill Tench, impegnati a sviluppare le prime tecniche di profilazione criminale, aveva conquistato pubblico e critica. Il successo portò alla seconda stagione nel 2019, che ampliò l’universo narrativo e introdusse nuove piste, tra cui quella del BTK Killer, lasciata volutamente in sospeso.
Il 2020 segnò però un cambio di rotta: Netflix liberò il cast dai contratti, spiegando che Fincher era concentrato su progetti come “Mank” e “Love, Death & Robots”. Da quel momento, ogni dichiarazione del regista ha ridotto le speranze. A chi chiedeva della terza stagione, Fincher rispose: “Penso probabilmente di no”, citando costi troppo elevati.
In seguito, parlando con Variety, il regista ha ribadito che la serie, pur avendo un pubblico molto appassionato, non ha mai raggiunto numeri tali da giustificare l’investimento. Nel 2023 la posizione è diventata definitiva: Fincher si è detto orgoglioso delle prime due stagioni, ma ha confermato che per Netflix non sarebbe sostenibile produrne un’altra.
Anche Jonathan Groff ha più volte espresso il desiderio di tornare sul set, ma con il cast impegnato altrove e il tempo trascorso, un revival appare sempre più remoto. Mindhunter resta una delle serie crime più raffinate della piattaforma, ma tutto indica che la sua storia sia ormai conclusa.






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