L’universo DC Comics, nato con l’ingiallito Action Comics del 1938, ha costruito la propria mitologia anche attraverso perdite devastanti. Alcune di queste morti hanno segnato intere generazioni di lettori, ridefinendo il modo in cui la casa editrice racconta i suoi eroi.
La scomparsa più clamorosa resta quella dell’Uomo d’Acciaio. Negli anni ’90, la saga dedicata alla morte di Superman trasformò un semplice scontro in un evento culturale. L’arrivo di Doomsday, creato per incarnare una minaccia inarrestabile, portò a un epilogo che nessuno immaginava: Lois che stringe tra le braccia un Clark senza vita. Un’immagine che nel 1992 fece tremare i lettori, convinti di aver perso per sempre il simbolo dell’eroismo americano. Solo più tardi sarebbe arrivato il “ritorno di Superman”, ma lo shock rimase.
All’interno della famiglia El, un’altra morte ha lasciato un vuoto enorme: quella di Supergirl. Durante Crisi sulle Terre Infinite, tra il 1985 e il 1986, Kara Zor-El divenne uno dei sacrifici più dolorosi del multiverso DC. La sua presenza aveva aperto la strada a nuove storie kryptoniane e a personaggi come Zodd, ma la sua fine in Crisis #7 sembrò definitiva. Per quasi 19 anni la vera Kara non sarebbe più apparsa, sostituita da versioni alternative che non riuscirono mai a colmare il suo ruolo originale.
Infine, la caduta di Barry Allen rappresenta uno dei momenti più simbolici della Silver Age. Secondo e più celebre dei Flash, Barry aveva contribuito a ridefinire il concetto stesso di Multiverso, diventando un pilastro narrativo della DC. Col tempo la sua popolarità era calata, ma la sua morte in Crisi sulle Terre Infinite lo trasformò in una leggenda. Oggi quell’epoca viene ricordata con nostalgia, mentre il multiverso moderno fatica spesso a ritrovare la stessa forza creativa.





Lascia un commento