La crisi di Bungie non è più un’ipotesi: nei documenti finanziari più recenti, Sony ammette che lo studio sta attraversando una fase tutt’altro che brillante. Le perdite accumulate negli ultimi mesi ammontano a centinaia di milioni di dollari, mentre progetti chiave come Destiny 2 e Marathon non stanno offrendo i risultati sperati.
Le tensioni interne aumentano. Secondo alcuni rumor, tra i dipendenti serpeggia il timore di una nuova ondata di licenziamenti, con stime che parlano di un taglio del 40/50% dello staff. Un colpo durissimo per lo studio di Seattle, impegnato sia nel supporto post lancio di Marathon sia nella produzione di nuovi contenuti per Destiny 2.
A rendere più credibili queste voci c’è la stessa fonte che mesi fa aveva anticipato la chiusura di Bluepoint Games, poi confermata da Sony. Già allora si parlava di ulteriori ridimensionamenti nei PlayStation Studios, con nomi come Bungie e Bend Studio indicati come possibili bersagli.
Il nodo centrale resta Marathon. Le sue prestazioni commerciali vengono giudicate deludenti dal management PlayStation, soprattutto considerando un investimento superiore ai 200 milioni di dollari. Un ritorno economico appare lontano e questo avrebbe spinto Sony a valutare tagli drastici per contenere le perdite.
Il rischio più grande, però, non riguarda solo il personale. Se la situazione dovesse peggiorare, Bungie potrebbe perdere la propria autonomia, diventando di fatto una semplice estensione dei PlayStation Studios. Uno scenario che segnerebbe un cambio di identità profondo per uno studio storicamente indipendente.





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