Al Napoli Comicon 2026 Kazuhiko Torishima ha scelto di non trattenersi. L’ex editor che ha accompagnato Akira Toriyama nei momenti decisivi della sua carriera ha espresso un giudizio netto su Dragon Ball Daima, trasformando il suo intervento in una critica frontale alla nuova produzione animata.
Secondo Torishima, la serie rappresenta un tradimento dello spirito originale di Dragon Ball. Le sue parole sono state taglienti: “Daima tradisce Dragon Ball; è lento, stupido e il primo episodio è inutile”. Ha aggiunto persino che “tutti alla Toei mi odiano”, lasciando intendere quanto profondo sia il suo dissenso verso il progetto.
Eppure Daima nasce come parte dei festeggiamenti per i 40 anni del franchise, insieme al celebrato Dragon Ball Super Gallery Project, iniziativa che ha rilanciato le vendite del manga grazie al cofanetto dei 42 volumi con cover ridisegnate da grandi mangaka. Un contesto celebrativo che, agli occhi di Torishima, avrebbe richiesto un rispetto molto più rigoroso per l’eredità di Toriyama.
Il leggendario editor non ha risparmiato critiche nemmeno alla gestione attuale del brand. Pur riconoscendo il ruolo di Toyotaro, ha sottolineato come lo storytelling visivo dell’autore fatichi a raggiungere standard soddisfacenti, aggravando la percezione di un franchise in declino.
A complicare il quadro, Torishima punta il dito contro le difficoltà comunicative tra Shueisha e Capsule Corporation Tokyo, le due realtà che detengono i diritti della serie. Una frattura che, secondo lui, ha già generato mesi di incertezza sul futuro di Dragon Ball Super, bloccato in un limbo creativo per mancanza di coordinazione.
Il risultato è una visione cupa: per Torishima, figura chiave nella nascita del mito, il futuro del franchise appare oscuro e segnato da decisioni che rischiano di allontanare sempre più lo spirito originale dell’opera.





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