David Prudhomme torna in libreria con Rebetissa, ampliando l’universo narrativo inaugurato con Rebetiko e riportando al centro una stagione storica segnata da censura, musica popolare e tensioni sociali. Se il primo libro seguiva gli interpreti del rebetiko negli anni Trenta, il nuovo capitolo sposta lo sguardo su una prospettiva femminile, senza però rinunciare alla stessa densità emotiva.
Nel cuore del racconto c’è Béba, cantante determinata a difendere la propria voce in un ambiente che la vorrebbe più docile. La sua battaglia non assume toni eroici: è fatta di dubbi, frustrazioni, piccoli cedimenti e una quotidiana ostinazione che riflette la condizione di molte donne dell’epoca.
Il contesto è quello del regime di Metaxas, che controlla testi, locali e forme di aggregazione. Il rebetiko, nato nei quartieri portuali e nelle comunità marginali, diventa così un terreno di conflitto: uno spazio dove tradizione e normalizzazione si scontrano, e dove la cultura popolare può trasformarsi in resistenza.
Prudhomme non costruisce una lezione di storia, ma un mosaico di vite: discussioni nei vicoli, compromessi con la polizia, aspirazioni alla rivolta. La pressione del potere emerge come qualcosa di pervasivo, più insinuante che spettacolare, capace di modellare gesti e relazioni quotidiane.
Il disegno sostiene questa dimensione intima: colori caldi, matite sfumate, rossi e ocra che restituiscono il calore delle strade e la polvere sollevata dal vento. I volti, con i loro tratti espressivi, parlano più dei dialoghi e rappresentano uno dei punti di forza dell’autore.
Le scene musicali evitano l’enfasi: non cercano di “far sentire” la musica, ma di mostrare corpi, sguardi, la relazione tra chi suona e chi ascolta. La musica diventa un fatto collettivo, un motore di consapevolezza e un modo per resistere alla propaganda.
Rebetissa è un’opera che dialoga con il passato ma parla anche al presente, radicata in una storia poco conosciuta e capace di ampliarne il senso. Un seguito che non replica, ma arricchisce e completa il percorso iniziato con Rebetiko, pur mantenendo una propria autonomia narrativa.





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