L’uscita de La Mummia di Lee Cronin ha finalmente liberato anche le recensioni ufficiali, e il quadro che emerge è tutt’altro che unanime. L’horror targato Blumhouse e Warner Bros si presenta come un’opera estrema, carica di sangue, torture ed eccessi visivi, elementi che avevano già definito lo stile del regista in Evil Dead Rise.
Sul fronte della critica, il risultato è piuttosto altalenante: il film registra un 54% su Rotten Tomatoes nella sezione “Critici principali” e un 83% nel giudizio del pubblico, mentre su Metacritic si ferma a 47/100. Tra i commenti più incisivi spicca quello di Alonso Duralde di The Film Verdict, che osserva: “Durante i suoi interminabili 133 minuti, mi sono ritrovato a dover distinguere tra ciò che è inquietante e ciò che è semplicemente sgradevole”.
Il confronto con i lavori precedenti di Cronin evidenzia un calo di entusiasmo: Evil Dead Rise aveva raggiunto l’85% su Rotten Tomatoes e 69/100 su Metacritic, mentre The Hole in the Ground si attestava rispettivamente all’83% e 63/100. Nonostante ciò, il nome del regista è stato messo in primo piano nel titolo, scelta che ha fatto discutere. Come ha notato Joseph Kahn, solo pochi autori possono permettersi un marchio personale così evidente, come accade con opere tipo “La Cosa di John Carpenter”.
La decisione di intitolare il film La Mummia di Lee Cronin sembra voler evitare confusione con La Mummia 4, il nuovo capitolo con Brendan Fraser previsto per il 2028. Curiosamente, il titolo iniziale doveva essere The Mummy: The Resurrected, forse più immediato dal punto di vista promozionale.
Con una durata di 134 minuti e un budget stimato intorno ai 30 milioni di dollari, il film rappresenta il terzo lungometraggio del regista irlandese. Nel cast compaiono Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy, Natalie Grace e Veronica Falcón. Nessuna traccia, invece, di Brendan Fraser: dettaglio che il pubblico farebbe bene a tenere a mente.





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