Negli ultimi anni il mercato del fumetto internazionale ha visto emergere con forza un nuovo equilibrio: da una parte i comics statunitensi, storicamente dominati da colossi come Marvel e DC, dall’altra l’ascesa sempre più evidente dei manga giapponesi, capaci di imporsi con rapidità nei mercati librari di numerosi Paesi, Italia compresa, dove oggi occupano intere sezioni dedicate.
Un ruolo decisivo in questa trasformazione lo ha avuto il periodo della pandemia globale, che ha favorito l’aumento degli abbonamenti alle piattaforme di streaming e, di riflesso, l’esplosione dell’interesse per gli anime. Questo circolo virtuoso ha portato a una crescita vertiginosa anche delle vendite delle edizioni cartacee, ormai accompagnate da merchandising e oggettistica che rafforzano la presenza del fumetto giapponese sugli scaffali.
A fotografare con lucidità questa discrepanza è stato Jim Lee, oggi presidente della DC Comics e figura chiave del fumetto americano. Secondo Lee, “i manga hanno un vantaggio competitivo perché non si appoggiano quasi esclusivamente ai supereroi”, mentre l’industria giapponese si avvicina di più alla letteratura popolare, proponendo una varietà di generi e temi capaci di intercettare pubblici molto diversi tra loro.
Il quadro, però, non è immobile. Nel 2025 DC ha avviato una doppia strategia di rilancio: da un lato la spinta narrativa dell’universo Absolute, che sta ottenendo risultati incoraggianti; dall’altro la diffusione di edizioni tascabili ed economiche di opere fondamentali come All Star Superman, Watchmen e Batman: Il Lungo Halloween. Un’operazione che punta ad abbassare le barriere d’ingresso per i nuovi lettori, seguendo un modello già sperimentato con successo anche in Italia.






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