Negli anni Settanta la televisione italiana scoprì un territorio quasi inesplorato: portare fumetti e animazione sul piccolo schermo. L’esperimento che cambiò tutto si chiamava Gulp!, poi diventato SuperGulp!, e nacque da un’intuizione destinata a segnare l’immaginario collettivo.

A spingere l’idea fu Giancarlo Governi, responsabile dei “programmi speciali” Rai, convinto che la tecnica dei corti di Carosello – vignette fisse animate dalla cinepresa – potesse trasformarsi in un nuovo linguaggio televisivo. Vide un lavoro di Paul Campani, ne intuì il potenziale e cercò chi potesse dargli forma.

L’incontro decisivo avvenne al Salone dei Comics di Lucca, dove Governi coinvolse Bonvi, autore delle Sturmtruppen, che a sua volta chiamò Guido De Maria della Vimder Film. Da quell’alleanza nacque il progetto pilota con protagonista Nick Carter, preferito a Petrosino perché più adatto alla parodia e alla comicità.

Il detective venne reinventato come eroe farsesco, affiancato da Ten e Patsy, e immerso in una New York caricaturale. Le storie si muovevano tra zoom, nuvolette, onomatopee e un doppiaggio vivace: un vero “fumetto animato”, come voleva De Maria.

Quando Governi mostrò il pilot ai dirigenti Rai, temette il peggio: reazioni fredde, nessun sorriso. Eppure Gulp!, in onda dal settembre 1972, esplose negli ascolti, arrivando quasi a insidiare il Rischiatutto di Mike Bongiorno. Accanto a Nick Carter comparivano personaggi come il Signor Rossi, Le ciccione volanti, La famiglia Spaccabue.

Dopo una pausa forzata, il programma tornò nel 1977 come SuperGulp!, senza Cochi e Renato ma con più spazio e nuovi protagonisti. Arrivarono Cocco Bill, Alan Ford, Corto Maltese, Lupo Alberto, Asterix, Tintin, i supereroi Marvel. Il successo generò anche una rivista Mondadori.

La trasmissione si chiuse nel 1981, per scelta del gruppo creativo, che preferì fermarsi prima di essere travolto dall’arrivo degli anime giapponesi. Ma l’eredità rimase. Come scrisse Silver, SuperGulp restituiva “il piacere della lettura di un fumetto”, trasformando la televisione in una soffitta piena di meraviglie.

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