DC Comics ha finalmente portato alla luce nuovi particolari sull’enigmatico Joker dell’universo Absolute, figura che finora aleggiava ai margini della serie Absolute Batman. Con l’arrivo del numero 15, scritto da Scott Snyder e illustrato da Jock, questo antagonista emerge dal buio assumendo una centralità inedita, accompagnato da una reinterpretazione radicale tanto della sua storia quanto della sua immagine.

Invece di rivelarlo come un criminale nato nelle strade di Gotham, l’albo ribalta l’origine del personaggio: il Joker sarebbe Joseph Grimm, erede di una dinastia milionaria cresciuta insieme ai primi esperimenti del cinema. Ufficialmente benefattori, i Grimm avrebbero in realtà prosperato alimentando “guerre, armi e distruzione”, una tradizione occulta mascherata da filantropia. È in questa eredità tossica che si annida la nascita dell’uomo destinato a diventare l’incarnazione del caos.

L’attuale discendente, conosciuto come Grimm V, vive isolato su arcipelaghi privati, dove inscena vere e proprie battute di caccia contro esseri umani. Durante questi rituali di violenza, assume una forma mostruosa: pelle tirata, denti affilati, occhi rossi e febbrili. Un’immagine che ricorda tanto l’aura predatoria di Pennywise quanto le rappresentazioni più disturbanti del Joker nei decenni di fumetti.

Snyder utilizza questa nuova incarnazione per collegarsi ad alcune visioni recenti del Clown Principe del Crimine nella continuity principale: l’idea di un Joker “immortale”, esplorata durante il periodo dei New 52, e la suggestione delle “tre versioni” del personaggio introdotte da Geoff Johns in Tre Joker. L’interpretazione Absolute diventa così un punto di convergenza tra passato e presente, un mosaico perverso che reimmagina l’archetipo mantenendo intatta la sua natura imprevedibile.

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