Le aspettative per Street Fighter erano elevate, soprattutto dopo il successo dei recenti adattamenti videoludici sul grande schermo. Il reboot diretto da Kitao Sakurai, con un cast che comprende Noah Centineo, Jason Momoa e David Dastmalchian, punta a rilanciare il celebre franchise con l’ambizione di inaugurare una nuova saga cinematografica. Le prime recensioni, però, restituiscono un quadro contrastante.
Su Rotten Tomatoes, il film ha raccolto finora un punteggio del 44%, un risultato tutt’altro che entusiasmante. Eppure, confrontando i numeri con quelli dei precedenti adattamenti, emerge una nota positiva: il nuovo capitolo è il più apprezzato della saga. Il film del 1994 con Jean-Claude Van Damme si era fermato al 20%, mentre Street Fighter: The Legend of Chun-Li, uscito nel 2009, aveva ottenuto appena il 3%.
Nonostante le critiche, il reboot rappresenta quindi un passo avanti rispetto ai tentativi precedenti. Resta da capire se questo risultato sarà sufficiente a garantire un futuro cinematografico al franchise.
Le opinioni dei recensori oscillano tra apprezzamenti e riserve. Brandon Zachary di Screen Rant riconosce i limiti della narrazione, sottolineando però che lo stile del film è impossibile da ignorare. Di tutt’altro avviso Radheyan Simonpillai del Guardian, secondo cui la pellicola insiste sugli aspetti più imbarazzanti degli anni Novanta, senza riuscire a superarli.
Più equilibrati i giudizi di Collider e ComingSoon. Aidan Kelley sostiene che, pur senza centrare un knockout, il film riesca a mettere a segno abbastanza colpi da risultare convincente. Jonathan Sim, invece, lo descrive come un adattamento esagerato, kitsch e consapevole della propria identità, senza ambizioni che vadano oltre.
Anche Variety evidenzia come il nonsense impedisca alla pellicola di esprimere tutto il suo potenziale, mentre Next Best Picture lascia aperta la possibilità che sia il miglior adattamento cinematografico di Street Fighter realizzato finora.
Il bilancio iniziale è dunque agrodolce, ma non necessariamente negativo. Il reboot potrebbe diventare un film di prova, utile a gettare le basi per un progetto più ampio. Se il pubblico risponderà positivamente, non è escluso che Street Fighter possa tornare al cinema con un sequel e trasformarsi in una vera saga.





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