Con l’arrivo della quinta stagione di Smallville, il network chiese agli autori degli episodi dedicati alle festività. Da questa richiesta nacquero due capitoli molto diversi tra loro: “Lexmas”, ambientato a Natale, e “Thirst”, pensato per Halloween. Se il primo è ancora oggi ricordato come uno degli episodi più riusciti della serie, il secondo è spesso citato tra i più controversi.
In “Lexmas”, gli spettatori assistono a una possibile versione del futuro di Lex Luthor. In questa realtà alternativa, Lex è sposato con Lana Lang, ha un figlio ed è finalmente accettato dalla famiglia Kent. Per ottenere tutto ciò, però, deve rinunciare al padre Lionel Luthor e al controllo della LuthorCorp. La visione si trasforma presto in una tragedia e convince Lex che senza potere e influenza non può proteggere ciò che ama, rafforzando ulteriormente la sua discesa verso l’oscurità.
“Thirst”, invece, sceglie una direzione completamente diversa. Lo sceneggiatore Stephen S. DeKnight porta Smallville nel territorio dei vampiri, lasciando inizialmente credere che Clark e i suoi amici abbiano a che fare con autentiche creature della notte. Come spesso accade nella serie, la spiegazione finale è legata alle meteoriti verdi, ma per gran parte dell’episodio l’atmosfera richiama apertamente l’horror classico.
L’episodio contiene numerosi riferimenti a Buffy l’Ammazzavampiri. La vampira principale si chiama Buffy Sanders, un evidente omaggio a Buffy Summers, mentre tra gli ospiti compare James Marsters, celebre interprete di Spike. Anche la struttura narrativa richiama la serie cult: la narrazione affidata a Chloe Sullivan, le battute sarcastiche, la vita universitaria e persino il concetto della “prescelta” evocano diversi elementi dell’universo creato da Joss Whedon.
Nonostante questi richiami, “Thirst” non convinse né gli autori né parte del cast. Kristin Kreuk, interprete di Lana, ha raccontato anni dopo di aver vissuto con disagio alcune scelte creative dell’episodio, percepite come un’ulteriore forma di sessualizzazione del personaggio. L’attrice ha spiegato di aver cercato di opporsi ad alcune idee presenti nella sceneggiatura, descrivendo quell’esperienza come una lezione importante sulla necessità di stabilire limiti professionali sul set.
Anche i creatori Alfred Gough e Miles Millar ammisero che l’episodio non aveva funzionato come speravano. Per migliorarlo venne aggiunta in seguito la voce narrante di Chloe, introdotta durante il montaggio. Pur ritenendo che questa modifica avesse reso la puntata più efficace, gli autori continuarono a considerarla un’occasione mancata. Oggi “Thirst” resta uno degli episodi più discussi di Smallville: lontano dai migliori momenti della serie, ma ancora curioso per i suoi omaggi a Buffy e per il suo insolito approccio al genere horror.





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