Il New York Times ha scosso il mondo della televisione pubblicando una nuova classifica delle 100 migliori serie del XXI secolo. Una lista interattiva, definita una vera “lista della spesa”, che permette ai lettori di segnare ciò che hanno già visto e ciò che devono ancora recuperare.
In vetta domina Breaking Bad, seguita da due pilastri della serialità moderna: The Wire e Mad Men. A completare una top 5 di peso ci sono Succession e Fleabag, mentre la top10 si chiude con titoli che hanno ridefinito il linguaggio televisivo come Game of Thrones, Veep, 30 Rock, Curb Your Enthusiasm e Atlanta.
Scorrendo la lista emergono serie fondamentali come Friday Night Lights, The Americans, Chernobyl, The Crown, The White Lotus, Deadwood, Better Call Saul, Scissione e Andor. Spicca anche la scelta di inserire solo la prima stagione di True Detective, segnalata come unica eccezione antologica. Non mancano cult come Battlestar Galactica, Peaky Blinders, Stranger Things, Squid Game e il neo‑western Justified.
Pur senza la recente Lanterns, il grande protagonista della classifica è Damon Lindelof, unico autore presente con tre opere: Lost, The Leftovers e Watchmen. Una conferma del suo ruolo di showrunner influente e innovatore della narrativa televisiva contemporanea.
Tra le posizioni più sorprendenti spicca Twin Peaks: The Return, piazzata al numero 47. Una collocazione che molti considereranno troppo bassa per un’opera che ha ridefinito il concetto stesso di serialità. Per molti meritava almeno la top10.





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