Quando George Lucas cercò partner per il suo nuovo film, solo Kenner intuì che Star Wars poteva diventare un fenomeno. La casa di Cincinnati puntò su una scala rivoluzionaria da 3.75”, perfetta per creare mondi completi. Una scelta che avrebbe cambiato l’industria, anche se la vera paternità della scala apparteneva ai Fisher‑Price Adventure People.

Kenner sfruttò la nuova dimensione per costruire un universo di veicoli, ambienti e personaggi. Il gioiello assoluto fu la Death Star: quattro livelli, un’altezza di circa 20”, e una fedeltà scenica mai vista. Dal compattatore di rifiuti con foam e Dianoga, alla piattaforma per il salto di Luke e Leia, fino al gigantesco laser rotante, ogni area riproduceva un momento iconico del film.

Venduta a 17,99 dollari, la Death Star divenne un successo immediato, spingendo l’intero settore verso figure più piccole e playset più grandi. In Europa, la versione Palitoy in cartone offrì un design più vicino al film, mentre in Canada coesistettero entrambe le edizioni, creando un caso unico per i collezionisti.

La vera maledizione del set è la schiuma del compattatore: fragile, soggetta a deterioramento e quasi sempre assente nei pezzi vintage. Anche sigillata, la foam va incontro a dry rot, trasformando ogni Death Star completa in un oggetto sempre più raro e costoso.

Un esemplare AFA 80 come quello all’asta da Hakes include tutti gli accessori originali e un packaging immacolato, elemento amatissimo dai fan della linea Kenner. Per questo il prezzo è destinato a salire ben oltre l’attuale offerta: dopo quasi cinquant’anni, la Death Star resta il playset definitivo dell’universo Star Wars.

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